Consulta Territoriale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie del territorio di Trieste

Dove siamo

Sede Operativa: TRIESTE

Organigramma

Presidente: Marco Tortul

Vice Presidente: Fortuna Poggi

Segretario/Tesoriere: Maurizio Pessato

Consiglieri: Bianca Mestroni, Teresa Vullo

Contatti

Cell.  331 1176188

Email: trieste@consultadisabili.fvg.it

Documenti

S T A T U T O
della CONSULTA TERRITORIALEDELLE ASSOCIAZIONI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ E DELLE LORO FAMIGLIE DELLA PROVINCIA DI TRIESTE
C.T.D. TRIESTE ODV

Art. 1 – Costituzione
1. Si modifica la denominazione del “Comitato Unitario Territoriale Handicappati” in “Consulta Territoriale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie della provincia di Trieste ODV”, in breve di seguito chiamata Consulta Territoriale, in acronimo C.T.D. Trieste ODV, Ente del Terzo Settore non riconosciuto con sede legale in Trieste.
2. La Consulta Territoriale è disciplinata dal presente Statuto e dal Dlgs del 3 luglio 2017 n. 117 – Codice del Terzo Settore e successive integrazioni e modifiche.
3. La Consulta Territoriale è organizzazione estranea ad ogni attività politico-partitica, religiosa e razziale, non ha fini di lucro, intende perseguire esclusivamente finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale prevalentemente a favore di terzi avvalendosi prevalentemente dell’attività di volontariato dei propri soci.
4. I contenuti e la struttura della Consulta Territoriale sono democratici, basati su principi solidaristici e garantiscono l’effettiva partecipazione di tutte le associazioni aderenti alla vita ed all’attività della Consulta Territoriale.
5. La sede operativa verrà individuata da apposito regolamento e dovrà avere tutti i requisiti di accessibilità.
6. La Consulta Territoriale è costituita a tempo indeterminato.
7. Il cambiamento della sede legale od operativa non comporterà variazione dello Statuto o del Regolamento.

Art. 2 – Finalità
L’organizzazione esercita in via esclusiva o principale le attività di interesse generale di cui all’articolo 5 del Codice del Terzo Settore, comma 1, lettere:
a) interventi e servizi sociali ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni, e interventi, servizi e prestazioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, e alla legge 22 giugno 2016, n. 112, e successive modificazioni;
i) organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo;
m) servizi strumentali ad enti del Terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al settanta per cento da enti del Terzo settore;
w) promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori e degli utenti delle attività di interesse generale di cui al presente articolo, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi di cui all’articolo 27 della legge 8 marzo 2000, n. 53, e i gruppi di acquisto solidale di cui all’articolo 1, comma 266, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
In particolare, intende svolgere a titolo esemplificativo le seguenti attività:
1. La Consulta Territoriale si impegna a promuovere l’applicazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità nell’ambito delle competenze degli Enti Locali, con specifico riferimento a:
a) promuovere l’integrazione e la tutela dei diritti di tutte le persone con disabilità e delle loro famiglie, perseguendo, inoltre, la priorità dei bisogni definiti dal sistema di classificazione ICF o da altri sistemi di classificazione in futuro riconosciuti;
b) appoggiare e sostenere a livello Territoriale le istanze delle associazioni aderenti, nell’ambito delle competenze previste dai rispettivi statuti e principalmente nei campi:
 della ricerca delle cause e della prevenzione delle disabilità psichiche, fisiche e sensoriali, cognitive e comportamentali, psichiatriche, multifattoriali;
 della diagnosi, della cura, dell’abilitazione, della riabilitazione e dell’inserimento sociale;
 dell’istruzione ed inclusione scolastica di ogni ordine e grado pubblica e privata, della formazione professionale e dell’integrazione ed inclusione nel mondo del lavoro;
 dei servizi sociali e socio-sanitari territoriali;
 dei servizi domiciliari, dell’assistenza e del sostegno sociale alla persona e alle famiglie;
 dell’integrazione e inclusione sociale e della comunicazione;
 della mobilità e dei trasporti pubblici e privati;
 della cultura, del tempo libero e dello sport;
c) proporsi come interlocutore ed organismo consultivo per la formazione di nuovi provvedimenti in ambito territoriale in materia di assistenza sociale, sanità, scuola, lavoro, nonché in tutti gli altri settori che interessano il mondo della disabilità, attraverso la partecipazione alle Commissioni e agli organismi istituzionali, anche con funzioni di verifica e di controllo della qualità dei servizi;
d) tutelare, su mandato delle associazioni, gli interessi delle persone con disabilità e delle loro famiglie, formulando proposte e richieste alle amministrazioni competenti, prevenendo qualsiasi forma di intervento che ne possa ledere i diritti e la dignità;
e) divulgare, presso il mondo del lavoro in tutte le sue espressioni, la conoscenza delle norme, agevolazioni e tecnologie atte a favorire le persone con disabilità nell’inserimento lavorativo;
f) vigilare affinché nel campo pubblico e privato dei trasporti, dell’edilizia e delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, si provveda all’eliminazione ed al superamento delle barriere architettoniche e percettive nella massima misura possibile;
g) sostenere politiche assistenziali e previdenziali volte a garantire alle persone con disabilità grave e agli stati vegetativi ed alle loro famiglie un livello di vita dignitoso;
h) promuovere la cultura della prevenzione, della ricerca, dell’intervento precoce e della continuità, dell’autonomia possibile e della vita indipendente, dell’integrazione e dell’inclusione ad ogni livello, della presa in carico integrata, precoce, globale e continuativa; informare sui problemi della disabilità, sensibilizzare le istituzioni e i loro operatori e l’opinione pubblica;
i) vigilare affinché sia perseguita la piena accessibilità e fruibilità nel campo dell’ICT.
2. La Consulta Territoriale può svolgere anche altre attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse. La loro individuazione è approvata dall’Assemblea dei soci su proposta del Consiglio Direttivo. Nel caso l’organizzazione eserciti attività diverse, il Consiglio Direttivo dovrà documentarne il carattere secondario e strumentale nei documenti di bilancio.

Art. 3 – Composizione
1. Possono far parte della Consulta Territoriale le organizzazioni di volontariato di persone disabili e delle loro famiglie, riconosciute ai sensi delle leggi vigenti, che abbiano come scopo principale nelle proprie finalità statutarie la rappresentanza dei diritti delle persone con disabilità, la tutela e l’integrazione di queste nel rispetto dei principi di democraticità interna. Il numero delle Associazioni aderenti è illimitato e in ogni caso non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge.
2. Possono far parte della Consulta Territoriale altri Enti del Terzo Settore o senza scopo di lucro a condizione che questi non siano superiori al 50% delle ODV aderenti.
3. Le associazioni devono avere sede legale o sede distaccata nel territorio della Provincia di Trieste ed essere operanti da almeno due anni.
4. Le associazioni conservano la loro autonomia statutaria democratica e le linee di politica associativa, condivise e coerenti con i principi statutari della Consulta Territoriale.
5. Al fine di garantire la dovuta tutela e la corretta rappresentatività delle persone con disabilità e delle loro famiglie, non possono far parte della Consulta Territoriale imprese, società e altri soggetti giuridici che perseguono finalità di lucro, anche se operanti nel settore della disabilità.
6. L’ammissione delle associazioni alla Consulta Territoriale viene deliberata dal Consiglio Direttivo, previa domanda scritta all’Ufficio di Presidenza della Consulta da parte del richiedente e ratificata dall’Assemblea dei Delegati, secondo criteri non discriminatori senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, coerenti con le finalità perseguite e le attività di interesse generale svolte. L’ammissione viene comunicata all’interessato e annotata nel libro degli associati entro tre mesi dalla domanda.
7. L’eventuale provvedimento di diniego, motivato, deve essere comunicato per iscritto all’associazione richiedente entro tre mesi dalla domanda.

Art. 4 – Diritti delle Associazioni aderenti
1. Tra le associazioni aderenti vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative.
2. Le associazioni, purché in regola con il pagamento della quota associativa, hanno diritto di partecipare alle riunioni dell’Assemblea dei Delegati, di essere rappresentate negli organi della Consulta Territoriale attraverso l’elezione dei loro rappresentanti o delegati, di eleggerli e di approvare il bilancio.
3. Esse hanno i diritti di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dallo Statuto, quale la consultazione dei libri sociali.
4. Le persone fisiche socie di associazioni aderenti alla Consulta Territoriale hanno diritto ad essere rimborsate delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata per la Consulta Territoriale medesima, secondo le modalità e limiti stabiliti, annualmente e preventivamente, dall’Assemblea dei Delegati.

Art. 5 – Doveri delle Associazioni aderenti

1. Le associazioni svolgono l’attività a favore della Consulta Territoriale senza fini di lucro neanche indiretti, avvalendosi di volontari che svolgono attività in modo personale, spontaneo e gratuito ed esclusivamente per fini di solidarietà. I volontari sono iscritti in un apposito registro e svolgono la loro attività in modo non occasionale.
2. Esse hanno l’obbligo di svolgere tutte le attività concordate in modo conforme agli scopi della Consulta Territoriale, ed esse sono fornite a titolo volontario e gratuito. Tutte le cariche associative sono gratuite, salvo il rimborso delle spese, effettuate nell’interesse della Consulta Territoriale, effettivamente sostenute e documentate. Sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario.
3. Le prestazioni e le attività svolte da persone fisiche nell’ambito associativo sono rese con assoluta esclusione di ogni e qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato od autonomo ed ogni altro rapporto a contenuto patrimoniale. Il comportamento verso gli altri associati, nei confronti di quanti a diverso titolo partecipano alla vita associativa e all’esterno della Consulta Territoriale deve essere improntato all’assoluta correttezza e buona fede, lealtà ed onestà.
4. Le associazioni si impegnano, altresì, al versamento di un contributo annuale ed a partecipare alle spese necessarie, almeno per l’importo che sarà determinato annualmente dall’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo.
5. L’organizzazione di volontariato può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare le attività svolte. In ogni caso, il numero dei lavoratori impiegati nelle attività non può essere superiore al 50% del numero dei volontari.

Art. 6 – Recesso ed esclusione
1. La qualità di associato si perde per recesso o esclusione.
2. Ciascuna associazione può in qualsiasi momento recedere dalla Consulta Territoriale dandone comunicazione scritta.
3. L’associazione che non abbia versato la quota associativa, che contravvenga ai doveri indicati dal presente Statuto, non ottemperi alle disposizioni regolamentari o alle deliberazioni del Consiglio Direttivo, svolga attività in contrasto con quella della Consulta Territoriale, può essere esclusa dalla Consulta Territoriale medesima con deliberazione motivata del Consiglio Direttivo e ratificata dall’Assemblea.
4. L’associazione esclusa potrà proporre ricorso all’Assemblea dei Delegati a mezzo lettera raccomandata, inviata all’Assemblea medesima per il tramite dell’Ufficio di Presidenza.

Art. 7 – Organi
Sono organi della Consulta Territoriale:
a) l’Assemblea dei Delegati;
b) l’Organo di Amministrazione;
c) il Presidente;
d) l’Organo di Controllo.

Art. 8 – Assemblea dei Delegati
1. L’Assemblea dei Delegati è formata dai Presidenti – o da un soggetto da questi delegato – delle associazioni aderenti alla Consulta Territoriale, che hanno diritto di voto.
2. Alle riunioni dell’Assemblea dei Delegati possono partecipare anche più membri di una singola associazione, ma in caso di votazione il diritto di voto spetta solamente al Presidente o alla persona da questi delegata. Ciascun socio ha un voto.

Art. 9 – Attribuzioni dell’Assemblea dei Delegati
Compete all’Assemblea dei Delegati:

a) determinare le linee programmatiche della Consulta Territoriale;
b) approvare eventuali modifiche dello Statuto e del Regolamento;
c) eleggere il Presidente della Consulta Territoriale e il Revisore dei Conti e il Revisore supplente;
d) eleggere e revocare l’Organo di Amministrazione tra i soci, approvandone preventivamente il numero;
e) discutere e deliberare sulle relazioni annuali dell’Organo di Amministrazione;
f) approvare il bilancio consuntivo e preventivo presentati dall’ Organo di Amministrazione comprensivi della relazione di missione;
g) approva l’eventuale bilancio sociale di cui all’articolo 14 del Codice del Terzo Settore e al relativo decreto ministeriale;
h) approvare i verbali della seduta precedente;
i) ratificare l’ammissione di nuove associazioni già deliberata dall’Organo di Amministrazione o deliberarne l’esclusione;
j) deliberare sulla responsabilità dei componenti degli organi sociali e promuovere azioni di responsabilità nei loro confronti;
k) determinare eventuali quote di contribuzione a carico dei singoli associati nel caso di mancanza o insufficienza del finanziamento pubblico o di altre fonti di finanziamento;
l) approvare l’eventuale regolamento dei lavori assembleari;
m) deliberare lo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’associazione;
n) deliberare sugli altri oggetti attribuiti dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto, alla sua competenza.

Art. 10 – Convocazione dell’Assemblea
1. L’Assemblea dei Delegati si riunisce nelle sedi ritenute più opportune:

a) in seduta ordinaria due volte all’anno entro il 30 aprile e il 30 novembre;
b) in seduta straordinaria su iniziativa dell’Organo di Amministrazione o di almeno un terzo delle associazioni aderenti da comunicare all’Organo di Amministrazione .
2. La convocazione è disposta dal Presidente mediante avviso inviato, anche per via telematica, con almeno 10 (dieci) giorni di anticipo rispetto alla data di convocazione. Nella lettera di convocazione devono essere indicate: la data, la sede della riunione, l’ora e l’ordine del giorno.
3. Le sedute dell’Assemblea possono essere pubbliche e possono partecipare anche rappresentanti degli Enti pubblici e privati e cooperative sociali, invitate dal Presidente o dall’Organo di Amministrazione senza diritto di voto.

Art. 11 – Votazioni e validità dell’Assemblea.
1. L’Assemblea dei Delegati è valida, in prima convocazione, con la presenza della metà più uno degli aventi diritto a parteciparvi, in proprio o per delega, in seconda convocazione qualsiasi sia il numero dei presenti. L’Assemblea ordinaria delibera a maggioranza dei voti dei presenti.
2. Il voto viene espresso per alzata di mano o per appello nominale.
3. Nel caso di elezione di persone, per questioni di carattere personale e ogni qualvolta sia ritenuto opportuno, il voto verrà espresso in forma segreta.
4. Le decisioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti.
5. L’Assemblea è presieduta dal Presidente o, in caso di sua assenza, dal Vice Presidente.
6. In caso di votazione a scrutinio segreto l’Assemblea nomina tre scrutatori.
7. Per le modifiche statutarie è richiesta l’Assemblea straordinaria con la presenza di almeno ¾ dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Art. 12 – Verbalizzazione dell’Assemblea
1. Le deliberazioni assembleari sono riassunte in un verbale redatto dal segretario o in caso di sua assenza da un componente dell’assemblea e sottoscritto dal Presidente.
2. Il verbale viene inviato a tutte le associazioni aderenti a mezzo posta elettronica.

Art. 13 – L’ Organo di Amministrazione
1. L’Organo di Amministrazione è l’organo esecutivo della Consulta Territoriale.
2. Esso si compone di 7 membri compreso il Presidente della Consulta Territoriale, eletti dalla Assemblea dei Delegati tra i propri componenti.
3. Dura in carica 4 anni ed i membri sono rieleggibili.

Art. 14 – Convocazione e validità
1. L’Organo di Amministrazione si riunisce su convocazione del Presidente con almeno 7 giorni di preavviso ogni qualvolta sia ritenuto necessario, almeno n. 6 volte l’anno o qualora ne sia fatta richiesta da almeno la maggioranza semplice dell’Organo di Amministrazione.
2. Possono partecipare alle riunioni dell’Organo di Amministrazione, ma a livello consultivo, i rappresentanti delle associazioni aderenti che non fanno parte dell’Organo di Amministrazione.
3. La convocazione scritta con ogni mezzo legalmente riconosciuto con comprovata ricezione, inviata ai componenti l’Organo di Amministrazione e per conoscenza a tutte le associazioni aderenti almeno 7 giorni prima, riducibili a tre giorni in caso di urgenza, deve indicare l’ordine del giorno, la data, l’ora ed il luogo di svolgimento. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, sono ugualmente valide le riunioni cui partecipano tutti i membri dell’Organo di Amministrazione .
4. È costituito con la presenza della maggioranza dei componenti aventi diritto di voto e delibera a maggioranza dei voti dei presenti; in caso di parità di voti la deliberazione si considera non approvata.
5. Tutte le cariche dell’Organo di Amministrazione sono elettive e gratuite: non è ammesso alcun compenso, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata ai fini dello svolgimento della funzione.

Art. 15 – Attribuzioni dell’Organo di Amministrazione
Il potere di rappresentanza dell’Organo di Amministrazione è generale.
1. È competenza dell’Organo di Amministrazione:
a) perseguire le linee programmatiche della Consulta Territoriale ricevute dall’Assemblea dei Delegati;
b) approvare la bozza di bilancio consuntivo e preventivo annualmente predisposti dal Tesoriere;
c) proporre modifiche allo Statuto e al Regolamento;
d) approvare i verbali delle riunioni precedenti, che verranno inviati per conoscenza a tutte le associazioni aderenti;
e) svolgere tutte le operazioni e approntare tutti gli atti inerenti le eventuali assunzioni di personale e la gestione dello stesso, l’amministrazione del patrimonio, deliberando l’accettazione di lasciti, legati e donazioni, l’acquisizione e l’alienazione di beni mobili e immobili;
f) proporre all’Assemblea dei Delegati la ratifica dell’adesione alla Consulta Territoriale di nuove associazioni preventivamente deliberata dal Consiglio stesso;
g) dichiarare la decadenza dei suoi componenti in caso di tre assenze consecutive ingiustificate; tale provvedimento deve essere preceduto da una comunicazione scritta, sia al componente decaduto che all’associazione di appartenenza. Nel caso di cessazione della carica di consigliere, per qualsiasi motivo, l’Organo di Amministrazione provvederà all’immediata sostituzione con il primo dei non eletti nell’Assemblea dei Delegati, se presente. Nell’ipotesi non vi sia alcuna disponibilità, sceglierà tra i soci e ne proporrà la ratifica alla prima Assemblea dei Delegati. I consiglieri subentranti rimangono in carica per la durata residua del mandato. Nel caso venisse a mancare la maggioranza dei componenti dell’Organo di Amministrazione, il Presidente, o in sua assenza il Vice Presidente, convocherà con urgenza l’Assemblea dei Delegati per il rinnovo dell’intero Organo di Amministrazione;
h) nominare i rappresentanti della Consulta Territoriale negli organismi nei quali ne sia prevista la partecipazione;
i) nominare il rappresentante della Consulta Territoriale nella Giunta Esecutiva della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia;
j) ratificare i provvedimenti presi dall’Ufficio di Presidenza di cui all’Art. 17, comma 1.
2. Le elezioni e le nomine di cui alle lettere h) e i) possono avvenire per scrutinio segreto.

Art. 16 – Ufficio di Presidenza
Esso è composto da:
a) il Presidente della Consulta Territoriale;
b) il Vice Presidente della Consulta Territoriale;
c) il Segretario e/o Tesoriere;

Art. 17 – Attribuzioni dell’Ufficio di Presidenza
È competenza dell’Ufficio di Presidenza:
a) dare attuazione alle linee programmatiche dettate dall’Assemblea dei Delegati e alle deliberazioni dell’Organo di Amministrazione;
b) assumere tutte le iniziative ritenute opportune per il raggiungimento degli scopi statutari e per il buon funzionamento della Consulta Territoriale;
c) predisporre eventuali regolamenti interni da sottoporre all’approvazione preventiva dell’Organo di Amministrazione e a quella definitiva dell’Assemblea dei Delegati;
d) attuare i provvedimenti d’urgenza necessari al fine di garantire il funzionamento della Consulta stessa; tali provvedimenti verranno ratificati dall’Organo di Amministrazione .

Art. 18 – Presidente
1. Il Presidente è il legale rappresentante della Consulta Territoriale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie.
2. La carica di Presidente della Consulta Territoriale non è compatibile con la carica di Presidente della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia Onlus, né di rappresentante di altri organismi similari, provinciali e regionali (FAND – FISH – etc.).
3. In caso di dimissioni del Presidente è necessario procedere a nuove elezioni.
4. Per l’ordinaria amministrazione, fino all’elezione del nuovo Presidente, gli subentra il Vice Presidente.

Art. 19 – Attribuzioni del Presidente
È competenza del Presidente:
a) rappresentare in qualsiasi sede la Consulta Territoriale;
b) rappresentare la Consulta Territoriale in seno alla Giunta Esecutiva della Consulta Regionale delle associazioni di persone disabili e delle loro famiglie del F.V.G. Onlus;
c) curare i rapporti con le pubbliche amministrazioni e promuovere le delibere della Consulta Territoriale;
d) convocare e presiedere l’Organo di Amministrazione;
e) redigere ed illustrare all’Organo di Amministrazione ed all’Assemblea dei Delegati la relazione sulle attività previste e la relazione consuntiva delle attività svolte dalla Consulta Territoriale;
f) prendere qualsiasi iniziativa utile per tutelare gli interessi delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Art. 20 – Attribuzioni del Vice Presidente
1. Il Vice Presidente coadiuva il Presidente in tutte le sue funzioni e ne esercita i poteri eventualmente delegati.
2. Quando, per qualsiasi motivo, il Presidente sia assente o abbia degli impedimenti, viene sostituito in tutte le sue attribuzioni dal Vice Presidente.

Art. 21 – Attribuzioni del Segretario e Tesoriere
1. Il Segretario cura la redazione e la tenuta dei verbali e della documentazione della Consulta Territoriale; provvede tramite l’Ufficio di Presidenza, a preparare i carteggi per le varie riunioni e a tenere i contatti con le realtà territoriali in accordo con il Presidente; vigila e cura il buon andamento amministrativo della Consulta secondo le disposizioni del presente Statuto.
2. Il Tesoriere cura l’amministrazione ordinaria e straordinaria; redige i bilanci consuntivi e preventivi da sottoporre agli organi competenti; provvede, di concerto con il Presidente, alla gestione delle entrate e delle uscite; illustra all’Organo di Amministrazione, almeno una volta a metà esercizio, la situazione contabile.
3. Le mansioni di Segretario e Tesoriere possono essere svolte dalla stessa persona.

Art. 22 – Il Revisore dei Conti e il suo supplente Organo di Controllo
L’Organo di Controllo è eletto dall’Assemblea dei Delegati.

Art. 23 – Attribuzioni dell’Organo di Controllo
È competenza dell’Organo di Controllo:
a) controllare la gestione economico-finanziaria della Consulta Territoriale e verificare che essa sia rispondente alle finalità statutarie;
b) vigilare sulla contabilità e procedere a verifiche di cassa periodiche, controllando documenti e registrazioni contabili;
c) presentare relazioni annuali sui bilanci all’Organo di Amministrazione .

Art. 24 – Patrimonio
1. Il patrimonio dell’Associazione è costituito da:
a) dalle quote sociali annuali ed eventuali contributi volontari degli associati che potranno essere richiesti in relazione alle necessità ed al funzionamento dell’associazione;
b) da contributi di organismi internazionali, derivanti dallo Stato, amministrazioni pubbliche, Enti locali – finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività e progetti – Istituti di credito, Enti in genere ed altre persone fisiche e giuridiche;
c) da eventuali erogazioni, sovvenzioni, donazioni e lasciti di terzi o di associati, accettate dall’Organo di Amministrazione che delibera sulla loro utilizzazione, in armonia con le finalità statutarie dell’associazione; in particolare:
a) i lasciti testamentari sono accettati con beneficio d’inventario, previa deliberazione dell’Organo di Amministrazione, dal Presidente, il quale compie i relativi atti giuridici;
b) le convenzioni sono accettate con delibera dell’Organo di Amministrazione che autorizza il Presidente a compiere tutti gli atti necessari per la stipula.
2. da eventuali entrate per servizi prestati con convenzioni e da attività commerciali e produttive marginali svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al proprio autofinanziamento, rendite patrimoniali, raccolte fondi ai sensi dell’articolo 7 del Codice del Terzo Settore e relativo decreto ministeriale.
3. dai beni dell’associazione, siano essi mobili, immobili e mobili registrati.
a) I beni immobili ed i beni mobili registrati possono essere acquistati dall’associazione e sono ad essa intestati.
b) Tutti i beni appartenenti all’associazione sono elencati in apposito inventario, depositato presso la sede dell’associazione e consultabile da tutti gli aderenti.
4. ogni altra risorsa economica compatibile con le finalità dell’organizzazione e riconducibile alle disposizioni del Codice del Terzo Settore.

Art. 25 – Durata del periodo di contribuzione
1. Le quote sociali annuali devono essere versate, in unica soluzione, entro il mese di marzo di ogni anno. L’importo relativo viene stabilito annualmente dall’Assemblea dei Delegati.
2. Le quote sociali dei nuovi soci sono dovute per tutto l’anno in corso, qualunque sia il momento dell’avvenuta iscrizione. L’associazione che cessa di far parte della Consulta Territoriale è tenuta al pagamento della quota sociale per tutto l’anno sociale in corso.
3. L’eventuale contributo associativo è intrasmissibile e non rivalutabile.

Art. 26 – Diritti delle associazioni sul Patrimonio Sociale
È vietata la distribuzione, anche indiretta di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministrazioni e altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo. Essi dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività di cui all’art. 2.

Art. 27 – Responsabilità ed assicurazione
1. La Consulta Territoriale risponde solo degli impegni contratti a suo nome dagli organi statutari competenti o da soci appositamente delegati e/o autorizzati e, ad eccezione di questi, nessuno degli aderenti può essere ritenuto individualmente responsabile delle obbligazioni così contratte.
2. Gli aderenti alla Consulta Territoriale che svolgono attività di volontariato sono assicurati per malattie, infortunio e per la responsabilità civile verso terzi.
3. La Consulta Territoriale risponde, con i propri beni, dei danni causati per l’inosservanza delle convenzioni o contratti stipulati.
4. La Consulta Territoriale, previa delibera dell’Organo di Amministrazione, può assicurarsi per i danni derivanti da responsabilità contrattuale ed extracontrattuale dell’organizzazione stessa.

Art. 28 – Bilancio consuntivo e preventivo
1. Il bilancio della Consulta Territoriale è annuale e decorre dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
2. I bilanci consuntivo e preventivo sono redatti dall’Organo di Amministrazione e depositati presso la sede sociale della Consulta almeno quindici giorni prima dell’Assemblea che dovrà approvarli. Copia dei bilanci viene inviata prima dell’Assemblea a tutti gli aderenti.
3. Nel bilancio debbono essere indicati i beni, i contributi ed i lasciti ricevuti e debbono essere previste le modalità di approvazione dello stesso da parte dell’Assemblea.
4. I bilanci consuntivo e preventivo devono essere sottoposti all’Assemblea per la loro approvazione entro il 30 aprile di ciascun anno.
5. Il patrimonio comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate è utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Art. 29 – Modifiche Statuto e Regolamento
1. La richiesta di modifica del presente Statuto deve essere fatta in forma scritta indirizzata all’Organo di Amministrazione da parte di almeno metà delle associazioni aderenti.
2. Il presente Statuto può essere modificato mediante Assemblea Straordinaria con la presenza di almeno ¾ dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
3. Quanto non previsto dal presente Statuto viene disciplinato da un Regolamento da emanarsi nei tempi ritenuti opportuni dall’Organo di Amministrazione su proposta dell’Ufficio di Presidenza ed approvato dall’Assemblea.

Art. 30 – Scioglimento
1. La Consulta Territoriale si estingue, con la conseguente liquidazione dell’associazione e la devoluzione del patrimonio, per delibera dell’Assemblea Straordinaria dei Delegati con il voto favorevole di almeno ¾ dei soci:
a) quando il patrimonio è divenuto insufficiente rispetto agli scopi;
b) per le altre cause di cui all’art. 27 del Codice Civile.
2. In caso di scioglimento o cessazione dell’attività della Consulta Territoriale, l’Assemblea nomina uno o più liquidatori e determina le modalità di liquidazione del patrimonio. I beni, dopo la liquidazione, saranno devoluti, previo parere positivo dell’Ufficio Registro Unico Nazionale del Terzo Settore di cui al comma 1 dell’articolo 45 del Codice del Terzo Settore, e salva diversa destinazione imposta dalla legge, altri Enti del Terzo Settore operanti in identico o analogo settore o, in mancanza, alla Fondazione Italia Sociale. L’obbligo del parere vincolante avrà efficacia dall’operatività del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.

Art. 31 – Rinvio
Per quanto non è previsto dal presente Statuto, si fa riferimento al Dlgs. 117/2017 – Codice del Terzo Settore e successive modifiche ed integrazioni, alle norme di legge, ai regolamenti vigenti ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.

Art. 32 – Norme transitorie
1. Il presente Statuto entra in vigore decorsi 180 (centottanta) giorni dalla sua approvazione da parte del Consiglio dei Delegati.
2. Prima dell’entrata in vigore dello Statuto viene convocata l’Assemblea dei Delegati della Consulta Territoriale di cui all’art. 9 del presente Statuto.

Art. 33 – Libri sociali
1. È obbligatoria la tenuta dei seguenti libri sociali:
1. il libro dei soci;
2. il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle Assemblee;
3. il libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’Organo di Amministrazione e di eventuali altri organi sociali;
4. il registro volontari.
2. I libri sociali sono conservati presso la sede legale e sono consultabili da tutti gli aderenti previa richiesta scritta al Presidente.

Attività