RESIDENTI POCO TOLLERANTI, INTERROTTA LA FESTA DELL’ANFFAS DI GORIZIA

RESIDENTI POCO TOLLERANTI, INTERROTTA LA FESTA DELL’ANFFAS DI GORIZIA

 

È stato un episodio tanto curioso e insolito, quanto spiacevole e amaro. Parliamo di quanto accaduto nei giorni scorsi a Gorizia, dove l’Anffas ha organizzato negli spazi del centro diurno “Gastone Musulin” di via Garzarolli la tradizionale Festa di fine estate, alla quale hanno preso parte oltre un centinaio di utenti con disabilità seguiti dalla stessa associazione, ospiti dell’adiacente centro residenziale del Cisi o della struttura slovena di Stara Gora. Festa che è stata bruscamente interrotta dalla visita di una pattuglia dei carabinieri, chiamata da residente infastidito dalla musica e dal rumore proveniente dal centro diurno. Un qualcosa che ha lasciato tutti letteralmente sbigottiti, sia perché la musica, i giochi ed i balli erano quelli di sempre, che si ripetono di anno in anno, evidentemente non certo chiassosi quanto un concerto o un raduno giovanile, sia perché la segnalazione è arrivata in pieno giorno, quando non erano ancora le 15. Comprensibile quindi l’amarezza di tutti i presenti -  all’iniziativa, tra gli altri, hanno preso parte l’assessore comunale al Welfare di Gorizia Silvana Romano, il direttore del Cisi Saverio Merzliak e il presidente del Lions Club di Gorizia Giulio Salateo -, a partire dal presidente dell’Anffas Mario Brancati. “I carabinieri sono stati gentili ed erano loro per primi in difficoltà nel farci presente le lamentele dei vicini – spiega Brancati -. Siamo riusciti ugualmente a terminare la manifestazione con la musica del popolare “Cjadena” e i giochi di prestigio del Mago Alex, ma non senza tanta amarezza per l’accaduto. Purtroppo la gente oggi non sopporta più nulla, nemmeno un’iniziativa che si svolge una volta l’anno, e che ha uno sfondo evidentemente sociale”. Nei giorni successivi, poi, si sono moltiplicate le reazioni sdegnate per il comportamento dei cittadini che hanno contattato le forze dell’ordine, e all’Anffas sono giunte decine di testimonianze di vicinanza. Inevitabilmente, però, l’episodio resta un brutto segnale di poca tolleranza e di scarso buonsenso.