15 aprile 2019 - convegno "Accessibilità e qualità urbana. Dalla mappatura dell'esistente alla pianificazione degli interventi"

L'appello del presidente della Consulta regionale ad un intervento concreto delle istituzioni

Mario Brancati: “I Peba sono il primo passo di un percorso virtuoso verso

il miglioramento della qualità urbana”.

Se ne è parlato al convegno su accessibilità e barriere architettoniche svoltosi al Palazzo della Regione di Udine

Udine - “La predisposizione di un Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche è soltanto il primo passo in un percorso virtuoso che deve essere seguito da interventi concreti per rimuovere le criticità presenti sul territorio”. È questo il messaggio espresso dal presidente della Consulta regionale dei disabili Mario Brancati negli indirizzi di saluto del convegno “Accessibilità e qualità urbana. Dalla mappatura dell'esistente alla pianificazione degli interventi” svoltosi lunedì mattina di fronte ad un folto pubblico all'auditorium “Antonio Comelli” all'interno del Palazzo della Regione di Udine. L'incontro – organizzato da Regione Friuli Venezia Giulia, Consulta Regionale delle Associazioni di persone disabili e delle loro famiglie del Friuli Venezia Giulia e Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche (Criba), in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Urbanistica, le Università di Udine e Trieste, l'ANCI FVG, la Federazione Regionale Ordini Architetti FVG, il Collegio geometri e geometri laureati della provincia di Udine e il Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Provincia di Udine - ha illustrato l'importanza dell'accessibilità come elemento significativo per l'innalzamento della qualità urbana e ha voluto sollecitare gli enti pubblici a programmare gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche. Il presidente Brancati, nel suo intervento, ha rimarcato la soddisfazione per l'approvazione della Legge regionale n. 10 del 2018, “che richiedevamo da anni con forza, e che pone la nostra Regione all'avanguardia a livello nazionale sulle tematiche  dell'accessibilità e l'allinea agli obiettivi posti dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”.

Tra i numerosi ospiti e relatori del convegno c'erano anche il Sottosegretario di Stato con deleghe alla Famiglia e disabilità Vincenzo Zoccano, e l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Graziano Pizzimenti. Zoccano ha raccontato di aver posto all'attenzione di Governo e Parlamento in questi mesi il modello virtuoso del Friuli Venezia Giulia, e ha sottolineato l'importanza che gli attori coinvolti facciano sistema e smettano di lavorare a compartimenti stagni, annunciando anche che è in lavorazione un Disegno di legge delega per un codice unico sulla disabilità, per districare la giungla di leggi sulla tematica nel nostro Paese. Per Zoccano “è necessario fare sistema” e “abbattere anche le barriere culturali,oltre a quelle fisiche”. L'assessore Pizzimenti, invece, ha assicurato che la Regione è estremamente attenta al tema della disabilità e dell'abbattimento delle barriere architettoniche collaborando con la Consulta e le Università del territorio per raggiungere tali obiettivi.

I lavori – moderati dalla docente di Tecnologia dell'architettura dell'Università degli Studi di Udine Christina Conti -, sono proseguiti dopo gli indirizzi di saluto con le relazioni. Paola Pascoli (CRIBA FVG)  ha inquadrato l'evoluzione normativa, partendo dalla Legge 28 febbraio 1986 n. 41 che ha definito l'obbligo dell'adozione dei PEBA (Piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche) da parte degli enti pubblici entro un anno dall'entrata in vigore della Legge, per arrivare al DPR  n. 503/96 (Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici). Se Pascoli ha sottolineato che “per il futuro vi sono delle speranze date dalle ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità”, il direttore del Servizio edilizia della Regione Silvio Pitacco ha illustrato i primi risultati concreti dell'entrata in vigore della Legge n. 10/2018, spiegando che a febbraio 2019 16 Comuni della Friuli Venezia Giulia erano dotati di PEBA. Obiettivi futuri, ha detto Pitacco, sono la sensibilizzazione dei Comuni sul tema, l'avvio di nuove collaborazioni con le università di Udine e Trieste e la realizzazione di una mappatura della situazione esistente.

 

Ilaria Garofalo, direttrice del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell'Università degli Studi di Trieste, ha portato all'attenzione due aspetti principali: quanto gli Enti pubblici sono pronti a far fronte alla disabilità e la fragilità della condizione umana, e ha sottolineato l'importanza di spostare il focus sulla proattività, e su dialogo, formazione e partecipazione. Ancora, Igino Rossi, dell'Istituto Nazionale di Urbanistica, ha presentato il progetto “Città accessibili a tutti”, uno spazio collaborativo che si propone di migliorare il funzionamento urbano occupandosi delle barriere che limitano l'accesso ai luoghi, grazie al quale ha preso vita un “atlante delle città accessibili”, ovvero una sorta di piattaforma interattiva delle buone pratiche in Italia. E a proposito di buone pratiche, durante il convegno di Udine c'è stato modo anche di confrontarsi con esperienze concrete. Quelle del Comune di Verona, ad esempio, illustrate da Leris Fantini del Cerpa (Centro europeo di ricerca e promozione dell'accessibilità) e Simone Girlanda del Comune scaligero. A Verona un portale web riporta attraverso schede dettagliate la mappatura completa dei rilievi sull'accessibilità effettuati in tutte le vie del centro storico. Stefano Maurizio, anche lui del Cerpa, ha illustrato invece le linee guida della Regione Veneto per la redazione dei PEBA.

 

Sempre in questo solco si è inserita la tavola rotonda conclusiva “Esperienze locali e buone prassi relative alla mappatura dell'accessibilità e ai PEBA”. Carlo Zanin, della SOC Area Welfare di Comunità dell'AAS n. 2 ha illustrato le esperienze di Sacile e Pordenone. Elena Marchigiani e Barbara Chiarelli dell'Università di Trieste hanno descritto le attività del laboratorio di ricerca Accessibility Lab (che affronta temi dedicati all'accessibilità che vanno dalla formazione, alla ricerca, alla condivisione di buone pratiche) e il progetto LabAc, tavola a cui partecipano diversi Enti, e che mira a migliorare l'accesso agli spazi. L'assessore ai Lavori pubblici e all'accessibilità urbana del Comune di Grado Fabio Fabris ha evidenziato invece come l'amministrazione dell'isola abbia adottato il PEBA nel 2018, e ha aggiunto che grazie a questo strumento è stato possibile mappare il territorio, caratterizzato da più di 900 punti critici. Per ognuno di questi è stata redatta una scheda operativa, mentre l'obiettivo per il futuro è quello di creare una applicazione o uno strumento simile per rendere immediatamente fruibili ai cittadini e ai visitatori i percorsi da fare per raggiungere i luoghi di maggiore interesse. Infine l'ingegner Enrico Mattiuzzi del Comune di Azzano Decimo ha descritto il percorso seguito dalla sua Amministrazione per giungere ad ottobre scorso all’approvazione del PEBA in Consiglio comunale e ha illustrato in dettaglio gli elaborati costitutivi del Piano.

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