17 novembre 2018 Brancati presidente della Consulta regionale al posto di Zoccano ora sottosegretario

Pubblicato su Il Piccolo

Consulta disabili Brancati presidente al posto di Zoccano ora sottosegretario Lo storico referente dell’Anffas indicato alla carica regionale dove resterà fino al 2022: «Sarà una stagione di riforme con la legge “Dopo di noi”» di M. B. Mario Brancati, storico presidente dell’Anffas di Gorizia, è ora anche il nuovo presidente della Consulta regionale dei disabili. La nomina è arrivata sabato, con voto unanime, nell’assemblea della consulta che si è svolta all’Hotel Savoia di Trieste, alla presenza del sottosegretario di Stato alla disabilità Vincenzo Zoccano, di cui peraltro Brancati prende il posto. Zoccano infatti ha guidato la consulta regionale negli ultimi anni, con Brancati (già numero uno dello stesso sodalizio una decina d’anni fa) nel ruolo di vice. Una volta passato al ruolo di sottosegretario però Zoccano ha ceduto il testimone a Brancati, che metterà a disposizione l’esperienza maturata in decenni di lavoro in prima fila a sostegno dei diritti delle persone disabili e delle loro famiglie. Il nuovo presidente regionale resterà in carica per i prossimi quattro anni, fino al 2022. «Quello che ci attende sarà un periodo di grande impegno e di traguardi importanti da centrare – spiega Brancati –. Ci prepariamo a una stagione di riforme che saranno essenziali per garantire maggiori tutele e servizi all’altezza della situazione a tutte le persone alle prese con disabilità e a coloro che le circondano». Nei giorni scorsi la Consulta ha avuto già un primo confronto con l’assessore regionale Riccardi sul tema della legge sul “Dopo di noi”, che è uno dei punti fermi del lavoro delle associazioni del mondo della disabilità negli ultimi anni. In prospettiva, poi, l’obiettivo è ancora più grande. «Abbiamo concordato con l’assessore che il 2019 dovrà essere l’anno della riforma della Legge 41, che è la legge base per la disabilità – spiega il presidente –. Quella attuale poggia ancora su una filosofia di tipo assistenzialistico ormai ampiamente superata e non al passo con i tempi, che vede il disabile come una persona malata da assistere. Invece, oggi sappiamo che chi è alle prese con la disabilità deve essere considerato come un cittadino portatore di diritti, a cui deve essere data possibilità di espressione e crescita personale». In particolare un punto cardine della nuova legge, per la Consulta, sarà quello di puntare sulla vita autonoma dei disabili, promuovendo esperienze abitative come quelle già sperimentate da tempo proprio a Gorizia. «Non solo – conclude –. È mia intenzione lavorare per l’unificazione della Consulta regionale con il Fand, che rappresenta il mondo delle associazioni storiche, per dare una voce unica e ancora più forte al mondo della disabilità». — M. B PUBBLICITÀ

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