Sottoscritto appello Consulta disabili contro nuove regole ISEE

Comunicato stampa Consiglio Regionale e DOCUMENTO DI IMPEGNO DELLE FORZE PARLAMENTARI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA PER LA REVISIONE DEI TERMINI DEL NUOVO ISEE.

(ACON) Trieste, 31 mar - COM/AB - È stato sottoscritto da alcuni parlamentari eletti in Friuli Venezia Giulia il documento redatto dalla Consulta per i disabili del FVG contro le nuove regole dell'ISEE, che da quest'anno considerano le indennità spettanti ai disabili e alle loro famiglie come reddito che fa cumulo.

Una battaglia alla quale il presidente della Consulta, Vincenzo Zoccano, sta dando la massima importanza e non ha nascosto la sua soddisfazione per la felice riuscita di un'iniziativa che accoglie le giuste istanze del mondo della disabilità.

A rispondere all'appello della Consulta regionale sottoscrivendo il documento sono stati i parlamentari Russo, Blazina e Battista; Prodani, Rizzetto, Brandolin e Fedriga, assenti giustificati all'evento, hanno comunque confermato il loro sostegno. Erano inoltre presenti all'incontro il consigliere Franco Codega in rappresentanza del presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, il presidente della III Commissione consiliare Franco Rotelli e i consiglieri Silvana Cremaschi e Andrea Ussai.

DOCUMENTO DI IMPEGNO DELLE FORZE PARLAMENTARI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA PER LA REVISIONE DEI TERMINI DEL NUOVO ISEE.

La Consulta Regionale delle Associazioni delle persone disabili e delle loro famiglie, intende con questo documento, rendere nota in tono chiaro ed esaustivo, la propria ferma volontà di coinvolgere i Parlamentari eletti dal nostro territorio, sulla gravissima situazione venutasi a creare a seguito dell’applicazione della norma sul nuovo ISEE, Indice della situazione Economica Equivalente.
Dal primo gennaio scorso infatti, le famiglie in cui ci sono persone con disabilità, soprattutto gravi, vengono penalizzate ancor più di quelle in cui non ci sono disabili. Una situazione assurda perché colpisce e rende oggetto di reddito, le cosiddette indennità. Da una parte lo Stato supporta e dall’altra ritiene tali supporti, un reddito oggetto di verifica e aggravi fiscali.

Nel 2011 il Parlamento accoglie il decreto Salva Italia, voluto dal Governo Monti, che, all’articolo Cinque, contiene le indicazioni per la definizione del nuovo ISEE, comprese le regole per considerare alla stregua di reddito, le provvidenze assistenziali, come le pensioni sociali, le indennità di accompagnamento, gli assegni di cura ed altro. Nonostante già allora le Associazioni abbiano immediatamente portato le proprie istanze all’attenzione di chi stava pesantemente minando il regime di vita di molte famiglie che affrontano quotidianamente gravi difficoltà, le disposizioni contenute nel decreto, vengono convertite in Legge dello Stato.

Successivamente, il Ministero del Lavoro elabora la bozza del Decreto che stabilisce di fatto uno svantaggio fiscale per chi ha in casa una persona con disabilità, rispetto ad una famiglia a parità di reddito in cui non vi sono disabili. Le Associazioni fanno nuovamente sentire la loro voce, sedendosi a un tavolo di confronto e dimostrando a chiare lettere il paradosso creatosi, alla luce di cifre precise e ricadute economiche. Dal dibattito esce una seconda bozza di Decreto che illustra la drammaticità del quadro venutosi a creare. Alcune delle richieste delle Associazioni vengono accolte, altre no.

La terza stesura, questa volta senza alcun confronto con chi vive i problemi della disabilità, viene presentata alle Commissioni parlamentari, per un parere non vincolante, così come previsto dalla norma. Viene espresso un generale apprezzamento per il lavoro eseguito, ma viene fatta anche richiesta di una serie di aggiustamenti relativi alle persone con plurimenomazione e ai nuclei monoparentali. Nel corso delle audizioni, le Associazioni continuano a sottolineare come il vero peccato originale, la causa prima dello scatenarsi dei problemi, rimanga sempre il Decreto Salva Italia nel punto in cui si vogliono considerare le provvidenze assistenziali come un reddito. Si chiede a gran voce di modificare il Salva Italia.

Nonostante ciò, tutto resta invariato e nel testo approvato, restano operanti gli aggravi sulle famiglie delle persone con disabilità.

Nel luglio e settembre del 2014, vengono presentate due mozioni in Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia e del Piemonte, che denunciano le iniquità contenute nel nuovo ISEE, considerando le indennità come reddito. Vi si legge che :“viene meno quel carattere specifico dell’indennità di accompagnamento, ossia una provvidenza di natura indennitaria, volta a far raggiungere l’indipendenza fisica alla persona che non la possiede, a differenza di quelle che hanno natura integrativa della presunta ridotta capacità reddituale della persona disabile.”

Le due mozioni, approvate all’unanimità, impegnano la Presidenza della Regione a intercedere presso il Ministero competente al fine di “valutare la ricaduta del provvedimento legislativo sulle persone con gravi disabilità, prevedendo un nuovo intervento del Parlamento che eviti di conteggiare nel calcolo del novo ISEE l’indennità di accompagnamento…”

Il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Franco Iacop, presenta tale documento all’Assemblea dei Presidenti dei Consigli Regionali, che lo ha fatto proprio, nel merito e nell’impegno a far da tramite nei confronti del Governo, assieme a quello del Piemonte.
A seguito di numerosi ricorsi presentati avverso questo provvedimento, il Tar del Lazio, con tre diverse Sentenze, la n. 2454/2015, 2458/2015 e 2459/2015, ha parzialmente rivisto l’impianto di calcolo dell’Indicatore della Situazione Reddituale, utile per il computo dell’ISEE. Ciò riguarda soprattutto i nuclei in cui sono presenti persone con disabilità. Tali sentenze hanno valore immediato e cogente in tutta Italia, soprattutto in applicazione dei nuovi parametri vigenti presso i Centri di Assistenza Fiscale. Ora si attende un cenno chiaro dal Governo, nella speranza che non si faccia ricorso amministrativo contro tali sentenze che valgono fino a che il Consiglio di Stato non abbia eventualmente emesso un nuovo giudizio.
E’ infatti nella facoltà del Governo chiedere la sospensione delle sentenze. Qualora ciò dovesse accadere, quest’ultime non avrebbero più effetto e si tornerebbe allo status ante quo.
Tutto ciò premesso
Codesta Consulta regionale delle Associazioni delle Persone Disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, considerando che, in applicazione alle nuove regole dell’ISEE, le indennità perdono la loro stessa natura, che la giacenza media, nel caso in cui un componente del nucleo famigliare volesse accantonare piccole somme per rendere dignitoso il regime di vita di un parente con disabilità, venga considerato benestante per reddito e fiscalmente gravato di conseguenza, vista l’attuale grave situazione di iniquità e disparità di trattamento cui vengono sottoposti i nuclei con persone con disabilità,
CONFERISCE FORMALMENTE MANDATO
Ai Parlamentari che vorranno sottoscrivere il documento, di impegnarsi a procedere con indicazioni e azioni affinché venga coinvolta tutta l’assise parlamentare per una mozione d’indirizzo a seguito della quale il Governo riveda, anche con l’apporto ed il confronto con codesta Consulta, unico esempio di sintesi delle istanze di tutte le Associazioni per la Disabilità del territorio presente in Italia, i termini del decreto e le norme riguardanti il nuovo ISEE, entro il mese di aprile del corrente anno.
Trieste, 30 marzo 2015.

Per la CONSULTA REGIONALE
ASSOCIAZIONI DELLE PERSONE DISABILI
E DELLE LORO FAMIGLIE
DEL FRIULI VENEZIA GIULIA ONLUS
Il presidente – Vincenzo Zoccano