Mobilita' in Friuli Venezia Giulia: un bel passo avanti

di Luca Pantaleoni

Il Friuli Venezia Giulia fa un passo avanti lungo la strada del diritto alla mobilità delle persone con disabilità. Per la prima volta, infatti, il bando regionale per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico su gomma e marittimi prevede, fra i criteri di valutazione delle offerte e tra gli obblighi che dovranno rispettare le aziende concorrenti, anche una serie di punti che riguardano in modo specifico l’accessibilità del servizio.
Si tratta di una notizia in controtendenza rispetto all’inerzia registrata a livello nazionale e che ha portato la Commissione Europea ad aprire una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la mancata applicazione del Regolamento Europeo n. 181/2011 sui diritti dei passeggeri nel trasporto con autobus, in particolare per quanto riguarda quelli delle persone con disabilità (dopo la messa in mora del gennaio scorso, a luglio la Commissione ha spedito a Roma un parere motivato, secondo stadio della procedura che prelude – in assenza di risposte convincenti – al ricorso per inadempimento davanti alla Corte di Giustizia Europea).

L’appalto del Friuli Venezia Giulia.
L’appalto, che assegnerà la gestione di tutte le linee urbane ed extraurbane del Friuli Venezia Giulia per un periodo di dieci anni, riguarda un contratto del valore di oltre un miliardo e 100 milioni di euro e verrà gestito attraverso una gara europea che si concluderà nei primi mesi del 2015.
Oltre al valore dell’offerta economica, la Commissione Giudicatrice attribuirà un punteggio a una serie di voci che misurano la qualità del servizio e la rispondenza di esso agli standard richiesti, tra le quali c’è anche «l’assistenza alle persone con disabilità». I concorrenti, in particolare, dovranno spiegare in quale modo intendano «garantire l’accessibilità alle persone con disabilità al servizio prestato mediante l’attrezzaggio dei mezzi, da adibire ai servizi di trasporto extraurbani e ai servizi flessibili», specificando, «in modo incontrovertibile», l’importo degli investimenti che realizzeranno a questo fine e le azioni che attueranno per raggiungere l’obiettivo entro i primi due anni di attività.

L’accessibilità tra i criteri fondamentali.
Ancora più interessanti sono i criteri inseriti nel Capitolato Descrittivo e Prestazionale, che pone una serie di precisi obblighi all’affidatario del servizio. La società che si aggiudicherà la gara dovrà infatti «dotare tutti i mezzi utilizzati per il trasporto urbano di pedane per l’accesso di persone con disabilità e in generale a ridotta mobilità», mentre, per quanto riguarda le linee extraurbane, tale obbligo dovrà essere assolto solo limitatamente alle previsioni del Piano Regionale del Trasporto Pubblico Locale e dell’offerta di gara, «tenuto conto dello stato di attrezzaggio delle infrastrutture di terra».
Inoltre, i mezzi per il trasporto urbano ed extraurbano dovranno essere dotati «di dispositivi o tecnologie utili ad assicurare l’accessibilità dei disabili visivi e/o uditivi».
In termini generali, l’affidatario sarà tenuto a «favorire l’accesso sugli autobus da parte delle persone a ridotta mobilità, comprese quelle dotate di deambulatore o di altri ausili alla mobilità, assicurando anche, se necessario, a quest’ultime l’utilizzo delle pedane per disabili, in particolare per il trasporto urbano».

Manutenzione e multe.
Le pedane dovranno essere «di facile utilizzo» e, come per tutte le altre dotazioni di bordo, bisognerà assicurarne «la piena efficienza in esercizio», attraverso adeguati programmi di manutenzione. In sostanza, non basterà limitarsi a installare le attrezzature, bisognerà anche garantire che siano utilizzabili quando serve.

Sotto questo profilo, un’ulteriore novità che va segnalata è l’introduzione di una penale di 500 euro «ad apparato», nel caso di mancato funzionamento «degli apparati per disabili (pedane montacarrozzelle, apparati di localizzazione e informazione per ciechi assoluti e ipovedenti)».
Il concetto di accessibilità dovrà riguardare anche tutte le informazioni «utili alla pianificazione e gestione del viaggio», disponibili online, a partire da quelle relative agli orari e all’acquisto dei biglietti, secondo quanto previsto dalla Legge 4/04 (Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici) e dai successivi Decreti Attuativi.
Ogni anno, poi, la società che gestirà il trasporto regionale dovrà pubblicare la Carta dei Servizi, nella quale dovranno essere indicati in termini percentuali tutta una serie di dati relativi agli obiettivi raggiunti e a quelli che si intende raggiungere nell’arco dei dodici mesi successivi, in modo che sia possibile verificare lo stato dell’arte rispetto agli impegni assunti.
Tra i parametri da far conoscere all’utenza, ci saranno anche diverse voci relative ai «servizi per viaggiatori con ridotta capacità motoria» (percentuale di vetture attrezzate con pedana o di fermate attrezzate per la salita-discesa in sedia a rotelle, stazioni presidiate da personale addetto all’assistenza delle persone disabili ecc.).

Il nuovo parco mezzi.
I requisiti di accessibilità diventano particolarmente stringenti nel caso dell’acquisto di nuovi mezzi che vadano a sostituire o affiancare quelli circolanti. In questo caso, in sostanza, le nuove vetture urbane dovranno obbligatoriamente essere provviste di «dispositivi per agevolare l’utilizzo dei servizi da parte delle persone con disabilità visiva, uditiva e motoria» e di adeguati spazi interni per lo stazionamento delle carrozzine, mentre quelle per il trasporto extraurbano dovranno «quantomeno essere predisposte per l’inserimento delle attrezzature e degli spazi a bordo per il trasporto di persone con disabilità», cosa che dovrà avvenire, a spese del gestore, man mano che verranno adeguate le infrastrutture di terra relative alle singole linee.
Si tratta senz’altro di un’indicazione significativa, se si tiene conto che il già citato Piano Regionale del Trasporto Pubblico Locale, approvato dalla Regione nel 2013, prevede che entro il 2019 vengano sostituiti quasi trecento tra pullman e autobus, con un rinnovo del 31% del parco circolante in Friuli Venezia Giulia, percentuale che arriverà attorno o oltre il 40% in tre Province su quattro (Gorizia, Pordenone e Udine).
Più generiche risultano le indicazioni relative al trasporto marittimo di competenza regionale, che rappresenta un quota minima della gara. In questo caso l’obbligo per l’affidatario è quello di «assicurare la possibilità di carico ed il trasporto di persone con disabilità».

L’importante rolo della Consulta Disabili.
«Il nuovo servizio di trasporto pubblico locale su gomma – dichiara l’assessore regionale alla Mobilità, Mariagrazia Santoro – dovrà porre la massima attenzione alle esigenze di accessibilità dei disabili».
Si tratta di un obiettivo che verrà perseguito anche grazie alla collaborazione con la Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone Disabili, organismo riconosciuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia. In particolare, la Consulta si è spesa per ottenere che il Capitolato dell’appalto contenesse una serie di requisiti relativi all’accessibilità e ora – attraverso il CRIBA Friuli Venezia Giulia (già Centro Regionale di Informazione sulle Barriere Architettoniche, oggoi Centro Regionale di Informazione sul Benessere Ambientale), sua emanazione – sarà chiamato a monitorare la qualità del servizio.
Il bando, infatti, prevede esplicitamente che la società vincitrice della gara debba «assicurare la partecipazione e la piena collaborazione ad incontri con la Consulta regionale dei disabili al fine di valutare periodicamente lo stato di accessibilità dei mezzi e delle infrastrutture e individuare le necessarie azioni migliorative».